diari di un hamburger 232

232

 

due anni dopo

 

mentre pulivo ho trovato questi diari in fondo a un cassetto.

li ho tirati fuori e li ho disposti sul pavimento. in copertina avevo scritto dei numeri a pennarello per metterli in ordine e non confondermi.

nel periodo in cui lavoravo al fast food ho finito per riempire 11 taccuini. ricordo che scrivevo più o meno una volta a settimana, e di conseguenza mi sono tornate in mente anche le immagini di quel periodo.

una parte di me non voleva neanche leggere.

“non aprire quella porta. c’è solo sofferenza.”

ma ho deciso di aprirla lo stesso.

li ho riletti tutti da capo, dal primo all’ultimo, e quando ho finito di leggere (ho dovuto fare diverse pause perché a un certo punto, di andare avanti, proprio non me la sentivo), fuori era buio.

avevo scritto di un periodo durato circa tre anni, ma l’avevo riletto in poco meno di due ore.

chissà se rivolgere lo sguardo al proprio passato faceva quell’effetto a tutti?

mi è tornato in mente il volto sorridente di rebecca. e che dire di quella volta che mi aveva portata al suo posto preferito? o quando avevamo deciso di intrufolarci negli uffici del manager? il fiato del ragazzo seduto sulla panchina quei giorni freddi, o le interminabili giornate che avevo trascorso seduta sulla panchina a osservare il fiume.

tutto quello apparteneva a un passato ormai lontano.

ma era anche parte di me, quella ero io, inutile negarlo.

ero stata un hamburger, lo ero stata veramente.

 

alla fine non ero più riuscita a riprendere i contatti con rebecca.

a volte, quando passeggiavo davanti al fiume, mi aspettavo di vederla seduta lì, ma finora non era mai successo. avrei voluto parlare di nuovo con lei. avevo un sacco di cose da dirle. ma purtroppo certe cose non si possono cambiare.

 

ho riletto più volte le ultime righe. ho notato che l’ultimo aveva ancora alcune pagine bianche.

…una coincidenza?

forse quando avevo smesso di scrivere inconsciamente avevo pensato alla me stessa che nel futuro avrebbe riletto queste parole.

“ti va di aggiungere niente? allora lascio queste pagine bianche. avanti, fatti forza!”

e vabbè, okay.

tanto per cominciare ho calcolato che da quella notte dovevano essere passati circa due anni, così per prima cosa ho scritto la data.

…poi che altro?

non mi venivano idee, così ho riletto le parole parole iniziali. sono andata avanti fino all’ultimo capitolo e ho capito cosa l’hamburger avrebbe voluto che scrivessi.

nel frattempo sono arrivata all’ultima pagina.

non potrò cancellare tutto e tornare indietro. quel che è fatto è fatto.

e sai che c’è? va bene così.

io sono maddalena. tanto piacere!

2 thoughts on “diari di un hamburger 232

  1. Questo era l’ultimo diario. Grazie per averli letti fino alla fine!
    Magari un giorno riuscirò a pubblicarli.
    Nel frattempo continuerò a scrivere brevi racconti.
    A presto!

    Liked by 1 person

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