diari di un hamburger 164-167

164

 

un annuncio era affisso alla porta d’acciaio.

si tengono corsi di cucina per principianti. per informazioni rivolgersi alla segreteria.

“dove sarà questa segreteria?”

ho provato a dare un’occhiata in giro. a parte quell’enorme capannone di fronte a me però sembrava non esserci altro.

ho fatto il giro fino a beccare una piccola struttura appena più grande di una guardiola.

sulla porta di legno era affisso un altro foglio, stavolta con su scritto: segreteria.

ho bussato…

 

165

 

erano trascorse due settimane dal turno di notte in cui rebecca aveva ottenuto l’indirizzo.

mi aveva dato la bolla di consegna all’uscita dal fast food.

— eh eh, alla fine non è stato tanto difficile, no? poteva andarci peggio.

io avevo annuito, per poi chiederle: — alla fine il manager che ti ha detto?

— niente di che, la solita ramanzina. non stare a preoccuparti.

io non avevo risposto e lei aveva cominciato a parlare d’altro.

pensavo che tutto si fosse risolto per il meglio. due giorni dopo però rebecca aveva smesso, un’altra volta, di venire a lavoro.

 

166

 

il manager era andato su tutte le furie, e si era sfogato con me.

— stavolta con noi ha chiuso. con questo atteggiamento non andrà da nessuna parte. ma voi due poi, com’è che siete tanto in confidenza?

io avevo scosso la testa.

già, com’eravamo entrate in confidenza? non avrei saputo rispondere.

lui per fortuna, visto che aveva altro da fare, se n’era andato e la discussione si era chiusa lì.

quanto a rebecca, aveva smesso di rispondere ai miei messaggi.

“qui non ci tornerà mai più”, avevo pensato.

e in quel momento avevo la certezza di avere ragione.

 

167

 

due settimane dopo, finalmente, eccomi lì: in quel posto era preparata la salsa segreta.

le porte che mi separavano dal mio obiettivo si riducevano sempre di più.

spesso vedevo di fronte a me quel piedistallo d’acciaio. su cui riposava la ricetta, come una reliquia finalmente a portata di mano.

“eccomi qui”, avrei pensato. “dove tutto inizia e tutto finisce.”

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