diari di un hamburger 104-107

104

 

“prometto che non mi sentirò mai più sola. farò tutto quello in mio potere per riuscirci.”

mi sono detta questo.

sì, e allora perché continuavo a sentirmi così?

nonostante riuscissi a far rimbalzare i sassi almeno cinque volte…

 

105

 

anche a scuola me ne stavo sempre per conto mio.

eccomi lì seduta al mio banco.

“giunco, alzati e vai a parlare con gli altri. puoi riuscirci, devi solo volerlo!”

mi sono alzata… ho raggiunto gli altri…

“ehm…”

niente da fare, era come trovarsi davanti a un muro. proprio così, un muro alto per lo meno tre volte me.

alla fine sono tornata al mio banco…

 

106

 

oltre a essere muta ero anche sorda. vivevo nel mio mondo, isolata da tutto e da tutti. ogni giorno era uguale al precedente.

andare a scuola, tirare sassi in riva al mare e poi tornare a casa… fare i compiti… guardare un film oppure ascoltare la musica…

eccomi qui.

io sono questo.

non è molto, lo so.

 

107

 

— dopo usciamo, ti va di unirti?

è stato un mio compagno di classe a rivolgermi la parola. chissà perché così, di punto in bianco?

— dopo ho da fare…

— okay. se cambi idea non hai che da dirlo.

detto questo ha raggiunto gli altri. io sono tornata a guardare fuori dalla finestra.

“cosa vuol dire essere me?”

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