diari di un hamburger 29-32

29

 

non mi va di parlare.

è questo quello che ho letto sul telefono di rebecca.

non ho idea di chi sia il mittente del messaggio. solo il contenuto mi è rimasto impresso.

 

30

 

stavamo pranzando nella break room, ognuna immersa nei propri pensieri. lei come al solito ascoltava la musica dal telefono.

a un certo punto il manager le ha chiesto di raggiungerla. rebecca si è alzata lasciando il telefono in carica sul divanetto.

“un’occasione del genere non mi capiterà mai più”, ho pensato.

ho avuto a disposizione solo qualche secondo.

alla fine non sono riuscita a scoprire che genere di musica ascolta.

 

31

 

come al solito abbiamo fatto la strada assieme.

con la differenza che adesso non pensavo a un argomento per fare conversazione. continuava a tornarmi in mente il messaggio che avevo letto.

non mi va di parlare.

era stato inviato a rebecca da un’altra persona, ma per qualche motivo sembrava che lei l’avesse spedito a me. in modo che lo leggessi.

anche se non ne ero proprio sicura.

 

32

 

siamo arrivate alla fermata della metro. le luci della città galleggiavano tutte attorno a noi. un altro giorno era trascorso così.

— grazie per avermi accompagnata.

io però non sono riuscita a risponderle come al solito. avevo un groppo alla gola.

— se ti va di parlare…

niente, non sono riuscita a continuare.

se non fossi stata un hamburger forse sarei riuscita a ridurre la mia distanza dalle persone.

è stata rebecca a interrompere il silenzio. per qualche motivo.

— d’accordo. parliamo, — ha detto.

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